Şirince: il villaggio egeo che cambiò nome e abitanti
Şirince, vicino a Selçuk, è un antico villaggio greco: il nome Çirkince, lo scambio di popolazioni del 1923, due chiese e la vera storia del vino.
Şirince è un villaggio di montagna del distretto di Selçuk, a Smirne (İzmir), a circa otto chilometri da Selçuk. Oggi è noto per le case in pietra, le stradine ripide e strette e le chiese greche, ma la vera storia del villaggio è un'altra: il nome è cambiato e nel 1923 sono cambiati anche gli abitanti. Prima dello scambio di popolazioni, secondo alcune fonti, qui sorgeva una cittadina greca di circa milleottocento case.
Per capire Şirince non basta dire «un villaggio antico»: bisogna chiedersi antico in che senso e per chi. Questo articolo mette insieme ciò che le fonti dicono sul nome, sulla popolazione, sulle chiese e sul vino del villaggio, e segnala apertamente i punti in cui le fonti divergono.
In breve
- Posizione: Selçuk (Smirne); a circa 8 km dal centro di Selçuk e a circa 330–350 m sul livello del mare (le fonti danno valori diversi).
- Nome precedente: Kırkınca, Çirkince; Şirince dal 1926.
- Abitanti precedenti: greci ortodossi. Lasciarono il villaggio nello scambio di popolazioni del 1923; al loro posto furono insediati gli scambiati della zona di Cavala.
- Edifici: case in pietra e due chiese principali (San Demetrio e San Giovanni Battista); nel 2007 è stato dichiarato area di tutela urbana.
- Economia: agricoltura (olive, pesche, vino) e turismo.
- Vicinanza a Efeso: a circa 8 km da Efeso.
Storia
La storia del nome
Il nome originario del villaggio è Kırkınca. Si tramanda che il nome si colleghi a quaranta persone che in un'epoca leggendaria fuggirono sui monti. Sulla bocca dei greci divenne Kirkice, Kirkince e infine Çirkince. Per disposizione del governatore di Smirne Kazım Dirik il nome fu cambiato in Şirince; la modifica avvenne nel 1926.
Circola anche un altro racconto sulla fondazione del villaggio: sarebbe stato fondato da schiavi greci liberati. È soltanto un racconto; non viene mostrato alcun documento a sostegno, perciò non va letto come un fatto storico.
Epoca ottomana: un villaggio greco
I registri raccolti mostrano passo dopo passo le dimensioni del villaggio. In un registro ottomano del 1650 a «Cirkince» ci sono 18 contribuenti, tutti cristiani ortodossi. Il religioso inglese Edmund Chishull visitò il villaggio nel 1699 e scrisse che tutta la popolazione era cristiana. Nel 1832–1833 Arundell contò almeno 300 case e stimò la popolazione in «probabilmente millecinquecento persone». L'annuario del 1908/1909 registrò più di 1.000 case, tutte greco-ortodosse. Questi registri usano unità di misura diverse (contribuenti, case, persone), ma mostrano comunque che il villaggio crebbe dal XVII all'inizio del XX secolo. Wikipedia in turco, Hürriyet e Cumhuriyet parlano invece, per il XIX secolo, di una cittadina greca di circa 1.800 case e mettono in rilievo la produzione di fichi destinata all'esportazione. Il numero delle case varia da fonte a fonte.
Il villaggio si sviluppò dopo l'abbandono di Efeso nel XV secolo e la maggior parte degli edifici attuali risale al XIX secolo. Si afferma che nella zona vi siano insediamenti fin dall'epoca ellenistica e che anche i cocci di ceramica raccolti nel 2001–2002 indichino, nei dintorni, sette insediamenti di villaggio e nove di fattoria.
Secondo l'opinione di Sevan Nişanyan riportata da Wikipedia in turco, invece, nel XIV o XV secolo qui esisteva un villaggio greco, che poi fu abbandonato e nel XVIII secolo fu ripopolato da greci venuti dall'Albania meridionale. Secondo la stessa fonte, questi greci parlavano turco fin dall'inizio e nell'architettura si nota l'influsso della zona di Berat. Si tratta dell'opinione di un solo studioso; non è confermata da un'altra fonte.
1919–1923: lo scambio di popolazioni
L'amministrazione ottomana durò fino al 1919; tra il 1919 e il 1922 la zona fu sotto il controllo dell'esercito greco. Nel 1923, con lo scambio di popolazioni tra Turchia e Grecia, la popolazione greca di Şirince partì. La maggior parte dei greci si stabilì a Nea Efesos, vicino a Katerini; nel villaggio furono insediati gli scambiati provenienti dai villaggi di Müştiyan (Moustheni) e Somokol (Domatia), nella zona di Cavala. Hürriyet scrive che i nuovi abitanti venivano da una regione del tabacco e che per questo l'economia del villaggio, fino ad allora basata su viticoltura, produzione di vino e olivicoltura, subì per un certo tempo una battuta d'arresto. Secondo la stessa fonte, negli anni Cinquanta la popolazione del villaggio era di 2.000–3.000 persone, poi scese a circa 700; le famiglie si trasferirono via via a Selçuk. Nel 1941 il comune di Şirince fu soppresso e l'abitato passò allo status di villaggio.
Una tesi di laurea magistrale scritta all'Università Bilgi di Istanbul tratta Şirince come «testimone radicato» dello scambio di popolazioni: esamina come chi lasciò il villaggio visse quella partenza, come i nuovi arrivati si stabilirono e si adattarono e come il villaggio è cambiato con l'etno-turismo. Anche il racconto Çirkince di Sabahattin Ali descrive il villaggio prima e dopo lo scambio.
Vino e turismo
La storia del vino non è così lineare come si pensa. Hürriyet afferma che viticoltura e produzione di vino facevano parte dell'economia del villaggio anche prima dello scambio e che con i nuovi arrivati subirono una battuta d'arresto; questa fonte non sostiene l'idea che il vino sia stato avviato dalle famiglie giunte con lo scambio. La fama attuale del vino di Şirince è invece più recente: secondo un progetto studentesco dell'Università Bilkent, la ragione principale è Helmut Hermann Krauss, di origine tedesca, che nel 1998 arrivò al villaggio come turista. Colpito dal fatto che gli abitanti della zona facessero vino, Krauss investì e rese sistematica la produzione. Non è una pubblicazione sottoposta a revisione paritaria, ma un progetto studentesco; i dettagli vanno letti con cautela.
Esistono anche date concrete sul turismo: Şirince cominciò a farsi conoscere negli anni Novanta; dal 2002 il numero delle strutture ricettive è aumentato di circa il 500 per cento. Nel dicembre 2012 il villaggio finì sui giornali come «zona sicura» per la fine del mondo prevista secondo il calendario maya; nella zona arrivarono circa 150 agenti di polizia e gendarmeria e 270 giornalisti. Invece dell'aumento atteso di visitatori si registrò perfino un calo.
Cosa vedere
Il tessuto del villaggio
Şirince è costruita su un pendio; case in pietra, tetti di tegole e stradine ripide formano la sagoma del villaggio. Si dice che nessuna casa tolga la vista a un'altra. Nel 2007 è stata registrata come area di tutela urbana.


In una fotografia d'archivio del 1992 si vede una casa del villaggio con imposte di legno intagliate.

Le chiese
Gli edifici storici principali sono le chiese di San Demetrio e di San Giovanni Battista; sono le chiese alle due estremità del villaggio ad attirare di più l'interesse dei visitatori. La tesi di laurea magistrale di Merve Şen (Università di Tracia, 2021) scrive che nel villaggio c'erano tre chiese, che una è scomparsa e che dopo lo scambio di popolazioni la funzione di una è stata cambiata; la tesi osserva anche che le decorazioni interne sono considerate originali rispetto alle chiese di Selçuk e dei dintorni. La stessa tesi sostiene che gli edifici sono stati restaurati ma hanno bisogno di nuovi interventi di salvaguardia.


Sul portale di marmo della chiesa di San Giovanni Battista si leggono un'iscrizione in greco e la data 1832.


Nell'itinerario
Şirince è il terzo racconto dell'itinerario Coste dell'Egeo. La tappa precedente è il Mausoleo di Belevi, quella successiva il Tempio di Artemide; seguono Efeso e la Casa della Vergine Maria.
Domande frequenti
Come si chiamava Şirince in passato?
Secondo le fonti, Kırkınca, Kirkince e Çirkince. Il nome fu cambiato in Şirince nel 1926; si riferisce che la modifica avvenne per disposizione del governatore di Smirne Kazım Dirik.
Chi viveva un tempo a Şirince?
Greci ortodossi. Nel registro del 1650 ci sono 18 contribuenti; nell'annuario del 1908/1909 più di 1.000 case, tutte greco-ortodosse. Lasciarono il villaggio nello scambio di popolazioni del 1923.
Chi arrivò al villaggio dopo lo scambio di popolazioni?
Gli scambiati provenienti dai villaggi di Müştiyan (Moustheni) e Somokol (Domatia), nella zona di Cavala.
Il vino di Şirince è nato con lo scambio di popolazioni?
Le fonti a nostra disposizione non lo sostengono. Hürriyet scrive che viticoltura e produzione di vino facevano parte dell'economia del villaggio anche prima dello scambio e che con i nuovi arrivati subirono una battuta d'arresto. In un progetto studentesco, la fama attuale del vino di Şirince viene collegata agli investimenti successivi al 1998.
Quante chiese ci sono a Şirince?
Hürriyet parla di due chiese (alle due estremità del villaggio); la tesi dell'Università di Tracia scrive che nel villaggio c'erano tre chiese, una delle quali è scomparsa.
Fonti
- Wikipedia (in inglese): Şirince
- Wikipedia (in turco): Şirince
- Küre Ansiklopedisi: Şirince Köyü (in turco)
- Hürriyet Seyahat: Ege'nin şirini Şirince (in turco)
- Cumhuriyet: Şirince'de bir gün: Doğa, şarap ve tarih (in turco)
- Merve Şen, Şirince kiliseleri, tesi di laurea magistrale, Università di Tracia, 2021
- Coşku Çadırcıoğlu, Mübadele'nin köklü şahidi: Dağlardaki Efes, Kırkınca, Çirkince, Şirince..., tesi di laurea magistrale, Università Bilgi di Istanbul, 2020
- Acar e altri, Alman bir şarap uzmanıyla ünlenen köy: Şirince, progetto studentesco, Università Bilkent, 2020